RIAPRONO LE MALGHE AD ASIAGO
Data: 01-07-2010

Torna, sull’Altopiano di Asiago , il rito antico della monticazione: la salita agli alpeggi delle mandrie di bovini che, trascorso l’inverno nelle stalle di pianura, con l’arrivo dell’estate vengono portate a pascolare in montagna. La pratica dell’alpeggio, in queste zone, che tradizione vuole vada dall'1 giugno al 21 settembre, vanta una storia millenaria. Viene testimoniata in forma scritta, per la prima volta, in un documento ufficiale del 983 d.C., che riguarda appunto l’assegnazione di terre da destinare al pascolo.
L’Altopiano di Asiago è il più grande comprensorio di malghe d’Europa. Se ne contano 87 per una superficie totale di pascoli di 7.775 ettari.Esse costituiscono un patrimonio economico, storico, ambientale, architettonico e, negli ultimi anni, anche turistico, che è fondamentale salvaguardare. In questo senso, un contributo importante è dato anche dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago (www.asiagocheese.it) che, con la sua attività, vigila sulla produzione casearia di sei alpeggi dell’Altopiano soci del Consorzio di Tutela, che producono il formaggio Asiago Dop (a denominazione d'origine protetta).
L’Asiago delle malghe viene marchiato a fuoco e vi viene apposta sul piatto una speciale “pelure” di carta riso, recante la denominazione ed il logo della Dop, la scritta “Malga” seguita dal nome dell'alpeggio di produzione ed il logo della Comunità Montana “Spettabile Reggenza dei 7 Comuni”. L'Asiago più antico, più vicino all'austera tradizione dei casari altopianesi e della fascia pedemontana, è certamente quello d’Allevo, che a seconda dell’età di maturazione si chiamaMezzano (4-6 mesi), Vecchio (10-12 mesi e più), Stravecchio (oltre i 15 fino a 24-36 mesi). Ottenuto da latte parzialmente scremato, ha colore da paglierino ad ambrato ed un gusto dolce e latteo nelle stagionature brevi; saporito con il Vecchio fino a diventare completo e maturo con lo Stravecchio. All’olfatto risulta intenso, con note di erbe aromatiche di montagna, frutta secca, pane caldo e nocciola, che rievoca gusti e odori di una lunga tradizione casearia.
FONTE:ANSA



